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| La certificazione energetica |
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La certificazione energetica serve ad attestare la prestazione energetica di un edificio, questa intesa come la quantità di energia stimata o effettivamente consumata per soddisfare i diversi bisogni (riscaldamento ambiente, riscaldamento dell’acqua, raffreddamento, ventilazione, illuminazione…), sempre connessi ad un uso standard dell’edificio stesso. Lo scopo è quello di fornire un giudizio oggettivo sull’impatto energetico dell’edificio che consenta la sua confrontabilità con i limiti di legge e con le prestazioni di altri edifici e che fornisca al tempo stesso informazioni sulle potenzialità di miglioramento. Il metodo di calcolo della prestazione energetica degli edifici comprende nominalmente tutti i seguenti aspetti:
2. Impianto di riscaldamento e di produzione di acqua calda, comprese le relative caratteristiche di coibentazione; 3. impianto di condizionamento d'aria e ventilazione; 4. impianto d’illuminazione; 5. posizione ed orientamento degli edifici; 6. clima esterno; 7. sistemi solari passivi e protezione solare; 8. ventilazione naturale; 9. qualità del clima interno.
Il calcolo tiene conto anche: 1. dei vantaggi prodotti da sistemi solari attivi e passivi; 2. della presenza di impianti di generazione di calore ed elettricità a partire da fonti energetiche rinnovabili; 3. dei sistemi di cogenerazione dell'elettricità; 4. sistemi di riscaldamento e condizionamento a distanza (complesso di edifici/condomini); illuminazione naturale. Attraverso una scala di valori ben definita, in un determinato sistema di valutazione, viene definita la classe energetica di un edificio, come avviene per gli elettrodomestici. La certificazione energetica degli edifici è obbligatoria per tutte le categorie di edifici, secondo la seguente scadenza temporale e nei seguenti casi (indicazione nazionale, alcune regioni possono aver modificato le scadenze, anche anticipandole). dal 1° settembre 2007:
dal 1° gennaio 2008:
dal 1° luglio 2009:
dal 1° luglio 2010:
Spicca l’obbligo di produrre, al più tardi dal 1° luglio 2009, l'attestato di certificazione energetica da mettere a disposizione per gli atti di trasferimento a titolo oneroso di interi immobili o di singole unità immobiliari, tra i quali rientrano, oltre alla compravendita, la permuta, il conferimento in società, le assegnazioni ai soci in sede di liquidazione; e, comunque, tutte le altre ipotesi che prevedono l’immissione del bene nel mercato immobiliare e la sua successiva commercializzazione. Alcune regioni prevedono l'obbligo di allegarlo fisicamente agli atti di cui sopra. L'attestato di certificazione energetica è necessario per accedere alle agevolazioni fiscali in tema di risparmio energetico.
Domanda: ma l'immobile certificato finisce in classe G (la peggiore), che senso ha certificare un comportamento pessimo? Risposta: Per due motivi fondamentali, il fatto che venga diffusa questa informazione come presa di coscienza di un comportamento energetico e l'enorme possibilità del suggerimento di soluzioni di miglioramento con l'analisi dei costi e dell'efficacia degli stessi, strada assolutamente da percorrere sempre. Soprattutto se si parla di immobili che prevedono interventi di manutenzione straordinaria o di ristrutturazione immediatamente successivi alla certificazione stessa. Chi progetta non può certificare il progettato, ma chi certifica può, anzi deve, dare indicazioni su quello che può essere in seguito progettato. |




